Bimbo di 5 mesi muore per una mamma disperata.

Partorire in casa assistite da ostetriche specializzate.

partorire in casa

Sono Paola Scavello, un’ostetrica e svolgo questa attività da oltre 35 anni. Ho lavorato in passato nelle strutture pubbliche, nei Consultori e in una Sala Parto ospedaliera.

Attualmente lavoro, come libera professionista, presso La Lunanuova, con un piccolo team di colleghe, .

La Lunanuova è uno Studio ostetrico e un’Associazione che cerca di occuparsi di maternità e salute della nascita a “tutto tondo”. (www.lalunanuova.it)

Oggi vorrei parlarvi della proposta che facciamo di assistenza al parto domiciliare.

Si tratta di una scelta meno consueta che guarda alla nascita con una disposizione “speciale”, mantenendo l’obiettivo della salute migliore possibile.                                

Molti pensano che il parto in casa non possa più avvenire e che sia una modalità scomparsa. Invece è ancora una realtà, anche se molto piccola, attualizzata rispetto a ciò che avveniva in passato, quando non c’era la selezione nè il benessere che oggi possiamo permetterci.                                                                                                      

Il parto a casa è possibile e sicuro quando la gravidanza si è svolta in modo fisiologico fino alla fine, il bambino si presenta nella posizione cefalica, la madre desidera questo tipo di nascita e la scelta è condivisa in coppia. Un colloquio di coppia approfondito permette di entrare nei dettagli.  

Le ostetriche presenti al parto sono sempre due e devono avere fatto una formazione specifica per l’assistenza domiciliare. Sono state conosciute già durante la gravidanza e hanno creato una relazione con la donna e la coppia. Un neonatologo è reperibile per visitare il neonato nella prima giornata di vita e durante la prima settimana.

In Lunanuova, facciamo riferimento alle Linee Guida dell’Associazione Nazionale Parto a Casa e in Casa Maternità (www.nascereacasa.it) che tracciano i binari in cui muoversi con le maggiori garanzie possibili di attenzione e sicurezza.

Il senso della nascita domiciliare è nel valorizzare l’aspetto profondamente umano di questo evento, che coinvolge tutti gli aspetti di un’esperienza normale ma -contemporaneamente – eccezionale. Si vuole garantire naturalmente la sicurezza prettamente fisica, ma anche quella emotiva, psicologica, relazionale dei protagonisti attivi, che sono: la madre, il bambino nascente, il padre. Le parole chiave sono:   attenta sorveglianza e rispetto. Intendo rispetto dei tempi e dei modi che madre e feto hanno bisogno per effettuare la loro separazione. Rispetto anche della personalità e dei valori della coppia a cui si presta assistenza. A volte il tempo necessario per una nascita è lungo ed è indispensabile offrire il supporto adatto per stare in una condizione fisiologicamente faticosa. Posizioni libere nelle ore del travaglio e del parto, o indicazioni di posture mirate a favorire l’apertura del bacino, libertà di espressione vocale, massaggi, uso dell’acqua, parole di incoraggiamento o silenzi rispettosi fanno parte di un bagaglio di cura che aiuta e che è proposto in modo personalizzato per ogni donna. Una piscina gonfiabile può essere portata al domicilio e permettere l’immersione durante il travaglio ed eventualmente il parto in acqua.                   

L’ostetrica verificherà, coi suoi strumenti il benessere della madre e del feto (poi neonato), per riconoscere se ci sono criticità che richiedano l’andare in ospedale. Nella propria casa ci si sente meno condizionate e contemporaneamente ci si può affidare a ostetriche che in quel momento sono dedicate a quella donna. L’atteggiamento delle ostetriche cerca di evitare giudizi. Tutto questo fa sentire la donna più forte e più competente sia per il parto che per il nuovo inizio che la aspetta, cioè crescere il figlio.

L’ambiente domiciliare per un parto a casa non richiede alcunchè di speciale. Una normale igiene, acqua corrente, un telefono (oggi ne abbiamo fin troppi!), la possibilità di scaldare l’ambiente. Dei teli puliti. Tra l’altro, dal punto di vista infettivo, il luogo domestico è il più sicuro per il neonato, in quanto il sistema anticorpale che gli passa la madre alla nascita e nei giorni immediatamente successivi è ben sviluppato nei confronti del padre, degli eventuali altri fratelli/sorelle e della casa dove si vive, mentre non lo è per il luogo ospedale.

L’ostetrica porterà con sé gli strumenti necessari all’assistenza.  

Per accogliere la richiesta di assistenza domiciliare è necessario effettuare un colloquio dell’ostetrica con la coppia, e farsi seguire clinicamente la gravidanza dall’ostetrica, meglio se dall’inizio, ma almeno dalla 32° settimana. In questo modo l’ostetrica verifica la fisiologia. Se necessario, dà indicazioni per una dieta sana e di autocura delle aree del corpo che saranno più implicate: il perineo durante il parto, le mammelle in previsione dell’allattamento, posture per la schiena e il bacino per fronteggiare il peso maggiore e adattare la posizione del bimbo nell’utero.

Si valuta anche la distanza casa-ospedale.

Nei giorni successivi al parto l’ostetrica visiterà mamma e neonato per circa una decina di giorni, occupandosi del recupero fisico della neomamma, in particolare perineo e mammelle. Verificherà il benessere globale del neonato, in particolare la sua crescita e l’avvio e la stabilizzazione dell’allattamento.    

Nella regione in cui lavoro, la Lombardia, il parto domiciliare non è coperto dal SSN, e attualmente il costo è a carico delle coppie che lo scelgono. In alcune altre regioni, invece c’è la copertura della spesa o un parziale rimborso o l’offerta diretta di alcune Aziende sanitarie.

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