Bimbo di 5 mesi muore per una mamma disperata.

Perché l’ Omeopatia?

omeopatia e le cure omeopatiche

Curarsi con l’omeopatia significa innanzi tutto dare un significato diverso alla malattia. La malattia non è un nemico da combattere, è una parte del processo vitale.

Non è pensabile vivere senza ammalarsi. Siamo esseri viventi e il nostro organismo, in ogni momento, si deve adattare alle situazioni più varie e disparate.

Dai climi e le temperature, al cibo che mangiamo, al lavoro, alle relazioni con gli altri, ai virus, ai batteri. L’omeopatia rispetta e valorizza le risorse naturali dell’organismo.

La febbre, per esempio, è il meccanismo più normale e basilare di reazione ed è, entro certi limiti, una reazione sana. Una febbre che dura due o tre giorni, senza particolare compromissione dello stato generale dell’organismo, è utile perché il fegato solo al di sopra di una certa temperatura produce anticorpi. E così il bambino (e l’adulto) si difende e crea la sua “batteria di anticorpi”. Dare subito un antifebbrile significa non dargli la possibilità di fabbricare “l’artiglieria” per le sue difese.

In omeopatia non si dà mai un rimedio contro ma con cioè si rinforzano le modalità di difesa che il bimbo (o l’adulto) mette in atto, o meglio il rimedio omeopatico aiuta a restaurare il meccanismo di difesa che in qualche modo si è “inceppato”. La reazione deve essere veloce e adeguata. L’organismo può essere lento a reagire; per esempio se siamo al freddo devono partire immediatamente meccanismi di difesa, il corpo percependo il freddo reagisce: brividi, vasocostrizione, ci mettiamo a correre o saltellare per produrre calore. Se così non è sufficiente, le cellule delle vie respiratorie cominceranno a produrre muco per difendersi…un velo di protezione contro l’aria fredda, etc.

Se la reazione non è veloce, più facilmente i virus trovano terreno favorevole. Anche l’intensità della reazione deve essere adeguata, una febbre troppo bassa non aiuterà a sconfiggere la carica microbica. Una febbre troppo alta può diventare dannosa per l’organismo. Quindi bisognerà somministrare un rimedio che sarà diverso da caso a caso a seconda di quelle che sono le specifiche problematiche di ogni caso. Sarà necessario un rimedio diverso per chi si ammala con un “febbrone” da chi sviluppa solo una febbricola, chi ha sempre raffreddore con muco, chi ha solo tosse secca chi un raffreddore e poi la tosse e magari l’asma, chi si ammala solo d’inverno, etc. Bisogna osservare le modalità di reazione (sete, sudorazione, colore del volto, etc) e anche in base a  questi sintomi l’omeopata prescriverà un rimedio specifico adatto al caso. Se un bimbo presenta ripetutamente episodi febbrili, ci sono almeno tre possibili cause:

  • O la febbre è stata troppo spesso soppressa e quindi l’organismo non riesce a reagire abbastanza fortemente;
  • Oppure le sue difese, in generale, sono basse;
  • Oppure esiste una debolezza d’organo, per esempio del polmone in caso di episodi di bronchite ripetuti.

In questi casi è utile dare un rimedio omeopatico al di fuori dalla situazione acuta, rimedio che equilibri il sistema del bambino (questo vale anche per gli adulti) di modo che le funzioni vitali possano reagire al meglio.

Inoltre l’omeopata considera il contesto in cui il bambino vive, l’ambiente in senso generale: troppo umido? Troppo caldo? Troppe preoccupazioni o ansie dei genitori? Troppi litigi? L’alimentazione è corretta? Come reagisce il bambino alle difficoltà?

Il bambino, in generale reagisce con l’alterazione dell’appetito o del sonno, poi ammalandosi. E’ come se alzasse una paletta rossa per dire: guarda io sto male!

Ci può essere un bimbo troppo sensibile, che si spaventa facilmente, oppure troppo nervoso, urla o piange per nulla. Nell’organismo tutto è collegato: ad esempio cuore e reni sono collegati alla paura, i polmoni all’ansia etc. Per questo il rimedio, rinforzando gli organi, rinforza anche le strutture psichiche e d’altronde i consigli sull’alimentazione, sul modo più adeguato di come trattare il bambino, possono essere utili per far funzionare al meglio la terapia.

La terapia quindi non può essere uguale per tutti.

Torniamo all’esempio precedente, un bambino può avere una reazione troppo lenta, oppure esagerata, oppure scarsa e inefficace. Tutti i sintomi vanno considerati, anche il carattere del bimbo perché, come abbiamo visto, anche i sintomi mentali sono collegati ai sintomi fisici. Potrà essere molto irrequieto o viceversa troppo calmo o avere delle forti paure, essere molto caloroso o freddoloso. Tutti i sintomi rientrano in un quadro che ci dirà cosa è necessario curare in quella persona, quale rimedio corrisponde a questo quadro.

Nell’esperienza accumulata in questi anni posso dire che spesso già diminuire le somministrazioni di antibiotici e tachipirina, riservando questi farmaci solo ai pochi casi in cui sono realmente indispensabili, aiuta i bambini ad ammalarsi meno frequentemente perché nel bimbo in genere le forze naturali di guarigione sono molto attive.

Conclusioni

Le cure omeopatiche agiscono quindi come prevenzione primaria per permettere all’organismo di reagire al meglio in occasione di tutti gli eventi nocivi e soprattutto di curare in profondità malattie croniche spesso difficilmente curabili come eczemi, allergie, disturbi del sonno e del comportamento.

D.ssa Annalisa Motelli.

Medico Chirurgo, è tra i fondatori di uno fra i primi A.M.O (Ambulatorio Medico Omeopatico). Oltre ad essere membro fondatore del Gruppo Lycopodium e insegnante alla Scuola di omeopatia Unicista “mario Garlasco” di Firenze.

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